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Un libro recupera la memoria dell’età dell’oro di Chiusaforte

La storia di Chiusaforte, un tempo rinomato centro turistico delle Alpi Orientali, viene rievocata nel libro di Paolo Pesamosca “Chiusaforte e l’età dell’oro”. 

Pubblicato dalla casa editrice “La Chiusa”, grazie al supporto e patrocinio del Comune di Chiusaforte, il libro costituisce un viaggio nel tempo, nel periodo che va dagli anni Ottanta del Ottocento fino alla Prima guerra mondiale, quando Chiusaforte veniva indicato sui quotidiani con termini altisonanti come “Aosta del Friuli” o “Piccola Venezia”. Le sue strade brulicavano di nobili, borghesi, accademici, letterati e poeti, che trascorrevano in paese il loro riposo estivo.

Il Ristorante Fratelli Pesamosca intorno al 1900

Al centro della narrazione si trovano l’incredibile sviluppo del centro turistico e le vicende della famiglia Pesamosca, proprietaria del famoso “Albergo alla Stazione”, che giocò un ruolo fondamentale nella sua rapida crescita. Storie di successo si alternano a storie tragiche. Come quella di Sebastiano, divenuto misteriosamente proprietario di un grande numero di terreni e case, da cui tutto ebbe inizio. O quella di Silvio e Gemma, coppia privilegiata e con una sfumatura di glamour, che invece tutto perse.

Ma tante altre storie si intrecciano tra loro negli anni, conducendo il lettore ben oltre i confini del Canal del Ferro, fino ad abbracciare lo sviluppo di tutto il nascente turismo alpino friulano. Tra queste, le vicende interminabili della connessione ferroviaria con l’impero asburgico, la linea Pontebbana e quelle della nascita della Società Alpina Friulana, entrambe cruciali per l’ascesa di Chiusaforte a stazione climatica di prestigio.

L’irredentismo triestino emerge anche come tema importante, avendo trasformato Chiusaforte in un crocevia di intellettuali, poeti e politici di spicco. Architetti rinomati come Giovanni e Ruggero Berlam, e letterati come Giuseppe Caprin, Giuseppe Picciola e Nella Doria Cambon erano presenze abituali nelle strade del paese, contribuendo alla sua vivace atmosfera culturale.

Infine, il libro esplora la fervente “cultura dei bagni” di fine Ottocento, che fu di ispirazione ai fratelli Pesamosca, che tentarono di trasformare il loro albergo in un centro idroterapico alla moda, entrando in competizione con le più rinomate stazioni termali e climatiche del Nord Est, tra cui Arta Terme.

“Chiusaforte e l’età dell’oro” è un tributo appassionato a un passato dimenticato, che porta alla luce una parte importante della storia friulana e alpina. 

Paolo Pesamosca, l’autore, vive a Vienna ed è un diretto discendente della famiglia che fondò e gestì l’Albergo alla Stazione. Consulente in campo gestionale e marketing, è alla sua prima esperienza letteraria. Con la pubblicazione di questo volume insegue un duplice sogno: oltre a quello giovanile di diventare uno scrittore, quello più maturo di ridare vita ad un’epoca gloriosa del paese di origine della sua famiglia, ormai persa nelle pieghe del tempo.

Il libro sarà presentato dallo stesso autore il 16 agosto presso la Stazione di Chiusaforte, il 17 agosto al centro polifunzionale di Sella Nevea e il 23 agosto al Palazzo Veneziano di Malborghetto.

(in copertina l’Albergo alla Stazione intorno al 1900)